Naturalmente – Introduzione Rubrica

Benvenuti,

Naturalmente” è una rubrica nata da un’idea, da una passione e la voglia di condividere.

Da sempre amante della natura, degli animali e dell’ecologia ho cercato in tutti i modi di imparare a vivere più in sintonia con l’ambiente. In questi ultimi anni ho raccolto tante informazioni, ma anche esperienze dirette di vita, ho creato nuove abitudini per me e la mia famiglia.

Tutto questo in maniera graduale, come quando si pianta un seme e si aspetta che germogli, con cura, donandogli amore e attenzioni. Mi sono data tempo per capire, per comprendere ciò che è importante, quali sono le necessità per star bene, per essere felici e in sintonia.

E adesso, che ho accumulato informazioni, nozioni ed esperienza sento il bisogno di aprire questa porta e far entrare la luce.

All’interno della rubrica tratterò ogni aspetto della nostra quotidianità familiare che ci riporta maggiormente in contatto con la natura, quelle scelte consapevoli, quegli atteggiamenti virtuosi, fatti nel rispetto dell’ambiente e del pianeta che ci ospita.

Non siamo perfetti e non ho la presunzione di insegnare ciò che deve essere fatto, ma la consapevolezza di ciò che un piccolo gesto può fare, della differenza che possiamo fare con tanti piccoli gesti, insieme, mi spinge a scrivere, a raccontare, a condividere, ad ispirare.

Attraverso questo spazio tratterò i più disparati argomenti, passando dall’acquisto degli abiti, alla spesa, ai detersivi, ai prodotti biologici, locali e a tanti accorgimenti, informazioni, aspetti della nostra vita che possono aiutare noi stessi e l’ambiente.

Il ritorno graduale alla natura, al contatto con essa ci mostra mano a mano quanto abbiamo, quanto facciamo, spesso, di inutile e dannoso. Ci mostra la bellezza della semplicità, dell’importanza dell’ecosistema, di quanto ogni azione abbia una reazione ed una conseguenza.

I nostri figli ci guardano negli occhi, ci vedono come un’ispirazione, si fidano di noi, del nostro giudizio e si aspettano un futuro da vivere, un pianeta in cui vivere. Per questo mi sono ripromessa di migliorarmi giorno dopo giorno, per regalare un futuro ai miei figli, un posto nel mondo..un mondo.

Con piccoli gesti quotidiani si può.

Ed è per questo che utilizzo anche uno dei mezzi più potenti di questo millennio per diffondere le nostre esperienze, per ispirare altre persone, per mostrare e far capire quanto le scelte consapevoli di ogni singola persona incidono sul futuro nostro e dei nostri figli.

Non sono una chissà quale attivista pazza, ma sono una mamma.

Una mamma che ha sofferto, sudato, tremato, pianto per mettere al mondo i propri figli, una mamma che vuole dare ai propri figli un futuro, non parlo di un futuro migliore, ma della reale possibilità di avere un prati su cui correre scalzi, acqua potabile da bere, aria da respirare…

Nasce così “Naturalmente” una rubrica dove non si verrà giudicati, ma semplicemente ci si potrà ispirare, confrontare e condividere tutto ciò che è natura, ambiente e rispetto.

Benvenuti in questo nuovo spazio e buona permanenza.

Mammitudine 2.0 -Ep.6

Riconquistare il proprio spazio e il proprio tempo

In questi giorni sono incappata in un post su instagram che mi ha fatto riflettere sul tempo che dedichiamo a noi stessi. In questa quarantena tanti hanno parlato del tempo ritrovato, delle innumerevoli cose che hanno fatto grazie a questo tempo in più…io invece mi sono ritrovata con il tempo in meno.

Meno tempo per me stessa, per rilassarmi sotto la doccia, per mangiare serenamente seduta a tavola, per sedermi sul divano a guardare la tv abbracciata a mio marito. Sono aumentate invece le grida, le corse dietro ai panni, alle faccende e i pranzi da fare. I letti sfatti, gli armadi in subbuglio, i giochi in giro per casa, la fila al bagno…

Mi sono sentita moglie e mamma, ma molto poco Martina e credo fermamente che anche a mio marito sia successa la stessa cosa.

Ci siamo avvicinati, ma allo stesso tempo allontanati. Siamo stati insieme h24 eppure non abbiamo quasi mai avuto il tempo di prenderci per mano, berci un bicchiere di vino assieme circondati dal silenzio. Elia ha ritmi diversi da Sarah e Sarah non è mai stanca, ha energia da vendere e ci manda all’esaurimento.

Il tempo per sé stessi è prezioso, un toccasana che rimette in sesto le giornate. Riuscire a dedicarsi a sé stessi ci fa essere persone migliori, più propensi ad amare gli altri e a prendersi cura di loro.

Quando si è genitori si hanno delle responsabilità imprescindibili, non si può dire al proprio figlio di mettersi da parte per fare qualcosa di solo nostro. Ma si può cercare di ricavarsi del tempo quando i bambini non hanno bisogno di noi, quando dormono o giocano da soli. E questa quarantena ha messo a dura prova il mio bisogno di spazio personale.

Sono una persona molto aperta, solare e amo la compagnia ma ho la necessità di momenti solo miei durante il giorno. Momenti in cui posso riflettere, parlare con me stessa, godermi il silenzio e rilassarmi. Mi piace farlo anche quando lavo i piatti o faccio le faccende, non mi importa di essere in posizione zen (magari!), ma purtroppo avere i bambini e i bambini a casa rende il tutto un mix meravigliosamente complicato.

In questi giorni, piano piano ho cercato di ritagliarmi dei momenti miei, piccole pause in cui mi sono dedicata a farmi una doccia più lunga, oppure come adesso che sono al pc e scrivo mente i bimbi dormono e Luis riordina l’ufficio e mi fa compagnia.

Mi sto riprendendo il tempo da dedicare a ciò che amo, a dare importanza a me stessa e alle mie passioni. Perché essere moglie e mamma non significa perdere il proprio essere ma ampliarlo e arricchirlo, creando nuovi equilibri e nuovi ritmi.

Non so quanti si possono ritrovare nelle mie parole, se anche voi avete avuto difficoltà simili in questi momenti di reclusione, ma alla fine basta fermarsi fare dei respiri profondi e decidere quando è il momento per ripartire.

Ammetto comunque che durante questa lunga quarantena siamo stati anche molto produttivi, abbiamo preparato, seminato e piantato tutto l’orto, tagliato la siepe, sistemato il giardino, il pollaio, progettato la casa sull’albero per Sarah, pulito tutto il lastricato e la scala esterna con l’idro-pulitrice, fatto un trasloco, tra poco ce ne sarà un altro e noi ci sposteremo al piano superiore della casa dei miei, avendo così uno spazio per noi come famiglia.

Quindi, anche se il tempo per noi stessi era limitato, il tempo per la famiglia è stato abbondante e proficuo. Ci siamo divertiti, ci siamo reinventati, ci siamo supportati e ci siamo resi conto delle cose necessarie ed essenziali.

Adesso siamo ripartiti quasi alla normalità e io, questa normalità da mamma bis la amo alla follia. E voi? avete ripreso la vostra normalità?

Mammitudine 2.0 vi da appuntamento alla prossima settimana,

un abbraccio.

Mammitudine 2.0 – Ep. 5

La settimana passata è stata come un doppio giro sulle montagne russe.

Da un lato una mia maggior serenità interiore, dall’altro episodi di mamma hulk per contrastare tutti i guai di Sarah e le crisi di pianto di Elia.

Vi sembra mai di fare e fare ma alla fine è come se non aveste fatto nulla? Beh, questa settimana è andata un po’ così… Rincorrevo le faccende da fare per casa ma puntualmente o Sarah o Elia sporcavano o rompevano qualcosa.

Comunque sto imparando a darmi tempo… Per lo meno provo a non stressarmi più di tanto se non arrivo a fare tutto quello che vorrei. Mi sono quindi messa l’animo in pace se la sera rimangono i piatti nel lavandino per il mattino seguente, se guardo il folletto nel sottoscala da due giorni e mi accontento di dare una spazzata, se i giochi di Sarah li trovo ovunque perfino nel frigo, se i panni in camera da mettere in ordine sono in una pila la cui altezza inizia a incutere paura.. Quando ho bisogno di sedermi un attimo perché sono esausta mi prendo il tempo che mi serve o meglio, che mi concedono.. Ma me lo prendo e mi gusto anche un bel caffè in santa pace, senza sentirmi in colpa perché ho scelto me e ho lasciato le cose da fare.

Questa settimana mi ha vista anche invecchiare di un anno. Domenica ho festeggiato il mio 29o compleanno e ne abbiamo approfittato per rispolverare la reflex e fare due foto in collina a casa di mia sorella. Un posto davvero incantevole, immerso nella natura..

Ma voi vi sentite gli anni che avete? Io penso ai miei 29 anni e non me li sento, mi sento ancora una ragazzina 20enne, spensierata e solare. 29anni mi sanno di maturità, di vita adulta e seria.. Giustamente dovrei essere un’adulta responsabile e seria avendo due figli… Ma ho l’animo sbarazzino!!

Diventare mamma mi ha reso più spontanea, spavalda.. E soprattutto dopo la nascita di Elia ho rivalutato molti aspetti del mio essere. Ho preso coraggio e superato qualche mio limite, ho iniziato a dire “chissene” se chi guarda non apprezza ciò che vede, basta che piaccia a me.. Ho preso coscienza di tanti miei atteggiamenti autosabotanti, come quando uno si mette a dieta e passa tutti i giorni davanti ad una pasticceria…la dieta fallirà quasi sicuramente. Io per tanto tempo sono stata così, adesso che ne ho preso coscienza sto imparando a remare a mio favore non contro.

Tutto questo mi sta enormemente giovando nella gestione del being eating… Conoscete questo disturbo? Ne ho sofferto molto sin da bambina.. Vivevo per mangiare.. Adesso mangio per vivere e ho imparato tanto della nutrizione, di ciò che fa bene, che ti fa sentire una donna forte, serena. Non ho più attacchi di fame nervosa, non ho più voglie sfrenate di cibi dolci. Mangio, mangio bene e sto bene.

Vi starete domandando ma quanti caspita di problemi ha questa qua… Pure il being eating? Si è aggiungete la Sindrome dell’ovaio Policistico e tante allergie e intolleranze.. Non mi faccio mancare nulla.

Ma sono anche molto testarda, creativa, curiosa, sensibile, intelligente, pratica, divertente, sorridente, gentile, spigliata.. Avete altro da aggiungere? 🤣

Tutto questo per farvi capire che, tutte le difficoltà che abbiamo di fronte ci definiscono, ma solo in parte, soprattutto nel momento in cui le superiamo. Diventiamo migliori del giorno prima e acquistiamo più valore, ci sentiamo più forti, più in gamba. Mano a mano che superiamo i nostri limiti o facciamo in modo che un nostro limite diventi un nostro punto forte, siamo persone migliori.

Il silenzio che aleggia in casa a quest’ora mi ristora la mente, adesso mi lascio cullare dalls braccia di Morfeo. Da Mammitudine2.0 è tutto, alla prossima settimana 😊

Mammitudine 2.0 – Ep 4

In questi giorni in cui, sul mio profilo instagram, ho parlato molto e apertamente di tanti aspetti di me stessa, che per lunghi anni ho sempre cercato di nascondere, mi sento finalmente leggera.

Questo non implica che io abbia raccontato tutto, o che “mi sia pulita la coscienza”, ma ho una bella sensazione di libertà. Come se fino a qualche giorno fa fossi chiusa in una gabbia, fatta di limiti, che mi impedivano di uscire, di vedere..

I limiti mentali sono difficili, sono devastanti, e alcuni miei limiti sono a vita. Li conosco e so gestirli, o meglio ci provo, ma non svaniscono una volta messi alla luce del sole. Però almeno li posso passare, ci giro intorno e so come uscire dalla gabbia che mi ero costruita in anni di alienazione.

Mi sono sempre sentita diversa dagli altri, ho sempre avuto molta difficoltà a socializzare. Spesso incompresa e emarginata, mi rifugiavo nei libri e nel disegno.. Lì mi sentivo a mio agio.

A scuola è sempre stato un dramma, non volevo andare, avevo paura dei compiti, delle interrogazioni, non mi sentivo all’altezza. Il giudizio altrui è sempre stato un grosso peso da portarmi dietro.

Mi saliva il vomito ogni volta che dovevo leggere a voce alta, andare alla lavagna… Non riuscivo a leggere bene perché mi si confondevano le righe, invertivo le parole… Un bel caos se ci metti anche l’ansia di essere ascoltata e osservata da tutta la classe…

In più le mie lunghe ore di studio risultavano vane ad ogni compito o interrogazione perché mi dimenticavo tutto o non comprendevo la domanda. E sono stata quella “intelligente che non si applica” praticamente fino a che non ho mollato tutto perché non reggevo più la situazione, era diventato insostenibile persino per il mio benessere psicofisico.

Non avevo nemmeno tanti amici, mi dicevo “meglio pochi ma buoni”.. Il che andrebbe anche bene, però sono stato molto superficiale (nei miei confronti) con le amicizie, mi sono fatta plasmare, ho ceduto pezzo dopo pezzo a tante piccolezze, solo per essere accettata. Mi piaceva un film perché piaceva a loro, dicevo quello che loro avrebbero voluto sentire, ero ciò che loro volevano che fossi.. Per la Semplice e brutta paura di restare sola. Ho iniziato a fingere, e più lo facevo più mi allontanavo da me stessa. Sono arrivata ad un punto in cui, quando ho lasciato la scuola e ho perso anche quei pochi amici che avevo, ho perso tutto e non sapevo chi avevo di fronte. Non mi riconoscevo più…

E quando succede questo nel periodo in cui tutto ti plasma, ti crea il carattere, ti rende ciò che sarai… È dura da affrontare, ritrovarsi.. Perché alla fine non ho mai saputo chi fossi davvero sino ad ora.

È stato un percorso molto lungo e davvero faticoso. Ho pianto tanto, perso tanto… Lungo il percorso ho avuto anche delle ricadute, che mi hanno fatto perdere di nuovo ma grazie all’amore, alla mia costante, alla mia roccia, all’unica persona che mi ama dal primo sguardo, sono rinata. Ho trovato la forza per guardarmi dentro, ho passato anni a capire cosa mi piacesse, cosa volessi fare nella vita, quali fossero le mie aspettative, i miei desideri.. Chi io realmente fossi… Ed eccomi finalmente qua, a distanza di tanto tempo, così tanto che non mi sembra nemmeno più la mia vita, che so chi sono e cosa voglio. Che tutti i miei difetti, le mie ansie, le mie paure non mi spaventano più ma le ho comprese e fanno parte di me.

Ammetto che nemmeno scoprire di soffrire di tanti disturbi è stato facile, ma penso che proprio grazie alla scoperta della Sindrome di Asperger, il disturbo dell’attenzione con iperattività e la Dislessia, mi sono sentita finalmente normale. Anche se niente è normale, ma facevo finalmente parte di qualcosa e tutti i miei problemi avevano una spiegazione.

Avrei voluto saperlo prima, tanto prima. Avrei voluto che se ne fossero accorti per tempo e non avessero preso così alla leggera i miei problemi. Avrei voluto che mi avessero capita e aiutata. Invece alla soglia dei 30anni mi guardo indietro e so di essermi salvata da sola.

Mia madre era stata “avvisata” della mia Dislessia ai tempi delle elementari e le avevano consigliato di farmi fare alcune visite più specifiche… Ma non sono mai state fatte. Le ho nominato la Sindrome di Asperger e mi disse che le avevano detto che soffrivo di qualcosa e che se voleva potevamo approfondire ma che comunque non avrebbe compromesso la mia vita.

Praticamente un’avvisaglia c’era stata.. Ma 20 anni fa era un mondo diverso..

Ma sono forte, ho avuto il coraggio di sfidare tutto e tutto, di andare contro corrente e di trovare una risposta a tutti i miei dubbi, alle mie incomprensioni, alle mie difficoltà.. E adesso una risposta, anzi più di una, ce l’ho e grazie a quelle risposte ho potuto ricostruire la mia vita e viverla a pieno.

Gestendo i miei limiti, imparando cosa è “normale” per me, comprendendo la mia visione del mondo, mi sono finalmente ritrovata e adesso vivo felice e posso godermi serenamente me stessa e la mia famiglia.

Voi conoscete queste sindromi? Ne soffrite? Volete che approfondisco l’argomento con dei post specifici? Nel caso sentitevi liberi di chiedere 😊

Intanto da Mammitudine2.0 è tutto, ci leggiamo la prossima settimana 😊

Mammitudine 2.0 – Ep. 3

Vorrei avere il tempo da dedicare al Blog con serenità, con amore e tanta attenzione. Invece mi ritirovo a scrivervi con lo smartphone, mentre allatto Elia che se la ronfa nel lettone. Durante la giornata mi ritrovo a rincorrere i pensieri, e tra me e me mi dico “me lo devo segnare, può essere interessante per il blog” e puntualmente mi dimentico anche di segnarmi un appunto.

Dicono che volere è potere, ma a voi è mai capitato di desiderare qualcosa in un momento sbagliato? Cercate in ogni modo di fare qualcosa ma puntualmente venite ostacolati?

Beh a me capita questo con il blog e la scrittura. Amo scrivere e dar vita ai miei pensieri. Ma amo farlo con serenità, in un momento in cui posso dedicarmi pienamente a ciò, un po’ come quando si cucina e si sta preparando una ricetta a cui si deve prestare attenzione e venite interrotti costantemente… Ecco, per me scrivere adesso è un po’ così.

In più questa settimana ha segnato l’inizio della convivenza di mia sorella con il suo compagno, quindi la nostra casa è un campo di battaglia. Noi ci siamo riappropriati della nostra vecchia camera e stiamo cercando di arredare una cameretta a Sarah nella camera da letto dove abbiamo dormito tutti e 4 assieme fino a qualche giorno fa, mentre mia sorella sta finendo di sgombrare e portare tutte le sue cose alla nuova casa.

Quindi in tutto questo mi sono ritrovata spesso sola con i bimbi, Luis a lavoro e mia mamma ad aiutare mia sorella… Non trovato il tempo per fare una doccia, figurarsi per sedermi al PC e scrivere.. Ma non mollo! Ed eccomi qua a ticchettare i pollici su uno schermo per dar senso a qualche pensiero.

Polpetta allunga le sue dolci manine cicciotte per accarezzarmi e io mi sciolgo e mi perdo, perché essere mamma è anche questo. Dare valore a piccoli gesti che spesso, per chi osserva dall’esterno, non vengono compresi.

Un bacio al cioccolato, dato da tua figlia che ti dimostra affetto dopo aver mangiato una ciotola di gelato e averlo spalmato un po’ ovunque.. Ha un sapore unico! E noi mamme ci perdiamo…

Ed è così che questa mammitudine prende vita, si moltiplica.

Ho un bel po’ di idee in mente, qualcosa ho appuntato e sto provando svilupparle a pezzi e bocconi.. Altre frullano e frullano, con la speranza che non me ne dimentichi. Ho preso un’agenda, un blocchetto e una penna a tal proposito ma, esclusa qualche scritta volante qua e là, sono ancora intonsi e non hanno esplicato la loro mansione.. Sono testona, disorganizzata e sognatrice. Non mi segno quasi mai nulla, difficile che mi dimentichi un appuntamento o un orario… Però vorrei avere l’impostazione mentale più organizzata, pianificare ed organizzare le cose.

Guardo video su YouTube, mi informo, mi compro planner e poi… Niente, il mio istinto ama la libertà! E non riesco mai a pianificare nulla… Vivo alla giornata, mi godo il momento e mi dimentico di pianificare… Forse non è proprio strettamente necessario, ma mi piacerebbe dare un filo logico, il mio filo logico, alle giornate.

Voi? Cosa mi raccontate? Riuscite a pianificare le vostre giornate oppure come me siete volanti, alla giornata?

Altro esempio lampante della mia disorganizzazione sono i pranzi e le cene…esclusa la colazione è quasi sempre la stessa per tutti e tre, il pranzo e la cena sono un dramma. Questa sera erano le 19.10 e non sapevamo ancora cosa volevamo cenare, rimbalza amo da un’idea all’altra… Poi ho messo su l’acqua della pasta e ho realizzato una besciamella vegan e senza glutine molto veloce che ha tirato su di morale quell’avanzo di broccoli lessi del pomeriggio e insieme hanno messo un po’ di gusto alla pasta senza glutine.. Un passaggio in forno per un po’ di crosticina e via nel piatto. Un successone!

Successone a parte, il mio dramma è proprio nell’ostinarmi a non pianificare le cene. Almeno quelle. Luis non è mai a casa a pranzo, quindi siamo solo io e sarah, a tirar giù qualcosa si fa presto, ma quando siamo tutti e mangiamo insieme ci piace fare qualcosa di più gustoso ed elaborato, ma che spesso non abbiamo idea di cosa realizzare.

Mi dovrò convertire al meal planning? In effetti in passato lo avevo fatto, non proprio all’americana, e risparmiavo anche soldi sulla spesa…. Mmm

Via, anche per questa settimana vi saluto e la prossima vedremo se sono riuscita a combinare qualcosa 😊

Un abbraccio da Mammitudine2.0

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